Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo - Biglietti

Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo - Biglietti
Il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo riflette le alterne e numerose variazioni d'uso della sua sede e può essere considerato, al contempo, monumento, area archeologica e museo. Quest'ultima accezione è determinata dalle eterogenee collezioni qui confluite in diversi momenti.

Il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo si arricchisce di un ulteriore spazio espositivo di grande interesse dedicato alla storia di Castel Sant'Angelo. Nelle salette di Alessandro VI, appena restaurate e parte integrante di un progetto di riqualificazione e valorizzazione del museo, l'esposizione si snoda attraverso una serie di incisioni, stampe, dipinti, e disegni ricostruttivi, per illustrare le tante, diversificate, spesso fraintese fasi storiche che hanno, nel corso della sua storia millenaria, modificato, condizionato, mutato il monumento.

Articolata in quattro sezioni, la storia di Castel Sant'Angelo è illustrata da stampe d'epoca, vedute scenografiche e interessanti ricostruzioni ideali del monumento, così come suggerite dalla fantasia di artisti e architetti del Rinascimento, dalla sua edificazione fino all'Ottocento, in un percorso che ne sottolinea l'uso intenso e continuativo.

Costruito come mausoleo dell'imperatore Publio Elio Traiano Adriano (76-138 d.C.) e sepolcro dinastico per la famiglia degli Antonini, con l'imperatore Aureliano prima e con Onorio poi, l'imponente mole fu inclusa nella cinta muraria di Roma e trasformata in una sorta di fortilizio per la difesa della città. Per queste sue prerogative, sin da allora, acquisì l'appellativo di castellum, al quale si aggiungerà, in epoca altomedievale, quello di sancti Angeli, dalla leggenda della visione dell'arcangelo Michele che rinserra la spada, a testimoniare la fine della pestilenza.

La vicinanza a San Pietro, la sua posizione strategica a controllo degli ingressi a nord dell'Urbe, la sua mole chiusa e imponente hanno fatto di Castel Sant'Angelo il centro di interessi politici legando inscindibilmente le sue sorti a quelle della Chiesa fin da quando, nel 1367, papa Urbano V pretese le chiavi di Castello come condizione per il ritorno della Curia a Roma.

Da allora, furono condotti numerosi interventi architettonici e costruzioni di nuovi corpi di fabbrica, volti, da un lato, ad aggiornare l'edificio alle rinnovate esigenze difensive, con la costruzione dei bastioni e della cinta pentagonale, dall'altro per renderlo sempre più confortevole e adeguato alle aspirazioni della Curia, assumendo con Paolo III Farnese (1534-1549) l'aspetto di una vera e propria dimora principesca.

Fino ad arrivare a tempi più recenti, quando il castello venne utilizzato esclusivamente come carcere politico, chiamato con il nome di Forte Sant'Angelo, e infine quando nel 1925 venne trasformato in Museo Nazionale. Il suo fascino resta immutato, così come la sua capacità di incidere nell'immaginario collettivo della città di Roma, con la "Girandola" manifestazione che ogni anno si rinnova, il 29 giugno, nella festa dei patroni della città, tema a cui è dedicata la quarta e ultima sezione.


Orari:
Martedì / domenica 9.00 - 19.30
Chiuso lunedì; 25 dicembre; 1 gennaio; 1 maggio
La biglietteria chiude alle 18.30

LINK ESTERNI

Sito Ufficiale Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo



Biglietti:

Intero
Euro 10,50

Le riduzioni e le gratuità si applicano esclusivamente ai cittadini dell'Unione Europea e ai cittadini di Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera

Ridotto
Euro 7,00
- Cittadini dell'Unione Europea tra 18 e 25 anni
- Insegnanti di ruolo nelle scuole statali

Gratuito
Euro 0,00
- Cittadini dell'Unione Europea di età inferiore ai 18 anni;
- Cittadini dell'Unione Europea di età superiore ai 65 anni;
- Studenti e docenti dell'Unione Europea delle Facoltà di Architettura, di Lettere (indirizzo Archeologico o Storico-Artistico), di Conservazione dei Beni Culturali e di Scienze della Formazione, mediante esibizione del certificato di iscrizione per l'anno accademico in corso;
- Docenti e studenti dell'Unione Europea iscritti alle Accademie di Belle Arti, mediante esibizione del certificato di iscrizione per l'anno accademico in corso;
- Appartenenti all'I.C.O.M.;
- Gruppi scolastici (NO UNIVERSITARI) dell'Unione Europea con accompagnatore;
- Giornalisti con tesserino dell'ordine;
- Dipendenti MBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
- Portatori di handicap dell'Unione Europea e un loro accompagnatore
(ATTENZIONE: le sale delle mostre non sono accessibili ai non deambulanti)
;
- Guide turistiche dell'Unione Europea, mediante esibizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità;
- Interpreti turistici dell'Unione Europea quando occorra la loro opera a fianco della guida, mediante esibizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità

Il Polittico degli Zavattari
dal 2 al 19 maggio Roma, Castel Sant'Angelo
Orari: mar-dom 9-19,30. Lunedì chiuso.

La Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma diretta da Daniela Porro e la Direzione del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo diretto da Maria Grazia Bernardini, presentano al pubblico, dal 2 al 19 maggio 2013, il Polittico degli Zavattari . Il polittico, al momento dell’ingresso nel Museo nel 1928 a seguito di una donazione, si componeva di cinque pannelli; gli altri due, individuati in una collezione privata da Roberto Longhi già nel 1957, furono acquistati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 2000 e assegnati al Museo di Castel Sant’Angelo. Oggi viene presentata al pubblico l’opera nella composizione completa e dopo il restauro delle due tavole di recente acquisizione e una revisione generale dell’intero polittico. Il dipinto rappresenta un’importantissima testimonianza della pittura lombarda su tavola di metà Quattrocento, per le grandi dimensioni e per la preziosità della tecnica esecutiva. Gli Zavattari erano membri di un’antica famiglia milanese, attivi tra la seconda metà del XIV secolo e il XVI secolo. Lavorarono per i duchi di Milano, ottenendo commissioni prestigiose, tra cui la più nota è la decorazione ad affresco della Cappella di Teodolinda nel Duomo di Monza, firmata e datata 1444. Il polittico sarà esposto nella Cagliostra che, con l’occasione, sarà di nuovo fruibile al grande pubblico. L’ambiente cinquecentesco, interamente affrescato con grottesche da Luzio Romano e Perin del Vaga, deve la sua fama al suo inquilino più celebre, il Conte di Cagliostro, che vi fu detenuto per sedici mesi nel 1789 con le accuse di eresia, massoneria e stregoneria.


Il Museo dal 7 al 19 maggio
ospita la mostra "Il Polittico degli Zavattari"

Il Museo dal 21 maggio al 5 novembre
ospita la mostra "Capolavori dell'Archeologia. Recuperi, Ritrovamenti, Confronti"


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