Il complesso di San Domenico, ex convento domenicano, collocato ai margini del nucleo medievale della città con la sua imponente mole costituisce, anche in termini dimensionali, una parte fondamentale del centro storico.
Nel periodo napoleonico la chiesa viene espropriata per usi militari e sarà definitivamente acquisita al patrimonio dello Stato nel 1866-67.
Dopo il restauro è stato destinato a sede dei Musei Civici e negli spazi al primo piano è stato trasferito un primo nucleo di opere della Pinacoteca civica.
Le opere esposte coprono un arco di tempo, che va dal XII al XVII secolo; si passa dall'affresco col Pestapepe, alle tavole del Beato Angelico e di Lorenzo di Credi, dalle opere di Marco Palmezzano, alla cosiddetta Madonna della Pace, dipinta da Vitale da Bologna e ancora dalla Fiasca con fiori del Maestro della Fiasca di Forlì ,a Ebe, celebre opera dello scultore Antonio Canova, massimo esponente del neoclassicismo.
Inoltre al piano terra dal mese di aprile 2019 è esposta la Collezione Pedriali, la ricca quadreria che l'Ing. Giuseppe Pedriali (Cannuzzo di Cervia, 1867 - Antella, Firenze, 1932) ha donato, per lascito testamentario al Comune di Forlì, nel 1932.
Oltre alle collezioni permanenti, il San Domenico ospita esposizioni temporanee di grande rilevanza per qualità e quantità delle opere e per il successo di pubblico. Fra le altre “Marco Palmezzano. Il Rinascimento nelle Romagne”, “Melozzo da Forlì. L’umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello”, “Wildt L’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt”, “Liberty. Uno stile per l'Italia moderna” e l'ultima “Ottocento. L'arte in Italia tra Hayez e Segantini” visitabile fino al 16 giugno 2019.